La schola Matilde di Canossa per il millenario di San Simeone

Domenica 24 luglio, alle ore 11, presso la basilica polironiana di San Benedetto Po (MN) si celebrerà la S. Messa solenne nel millenario della morte di San Simeone. La schola gregoriana “Matilde di Canossa”, diretta dal m° Luca Buzzavi, parteciperà al canto della liturgia, insieme al Coro Polifonico Polironiano, diretto dal m° Davide Nigrelli.

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La schola eseguirà impegnativi brani del repertorio gregoriano ma a caratterizzare fortemente questa celebrazione sarà l’esecuzione, a cori alterni, dell’ordinario dalla Messa di San Simeone in canto fratto, nelle due trascrizioni di Luca Buzzavi e don Lino Azzoni, il quale suonerà anche il monumentale organo della Basilica. Il manoscritto, di epoca settecentesca, è stato riportato alla luce lo scorso anno e per la prima volta è tornato a risuonare all’interno della basilica per la quale era stato composto, grazie alla schola Matilde di Canossa.

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In questa importante ricorrenza, il millenario dalla morte di San Simeone appunto, ancora maggior rilievo sarà dato a questa musica, grazie all’esecuzione da parte di un doppio coro, con la ricchezza aggiunta dalla duplice trascrizione utilizzata.

                 Alcune notizie agiografiche su San Simeone da Polirone
Sulla sua vita si hanno poche notizie, tuttavia esiste una “Vita” scritta da un monaco di Polirone, ma non contemporaneo, il quale raccolse1510_2s010_1510_1 le notizie della tradizione popolare e, come spesso accade, aggiungendovi qualche nota di fantasia. Secondo questo racconto Simeone era un armeno, che lasciata la sua patria, si ritirò per un certo tempo in solitudine come eremita. Poi prese a peregrinare a piedi verso i più famosi santuari del Medioevo; si recò a Gerusalemme, poi a Roma dove venne accusato di eresia, ma il papa Benedetto VII (974-983) lo giustificò. Visitò l’Italia, Compo13710044_10206632939611235_4651735666467346071_nstela, Tours, impresa considerevole per quei tempi, finché si fermò al monastero di S. Benedetto di Polirone, nel territorio di Mantova, dove compì alcuni miracoli. Visse nel monastero procurandosi una fama di santità e di virtù e vi morì il 26 luglio 1016.

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